martedì 27 ottobre 2009

Se dovessi disegnare... GHOST RIDER


A chi manca il sassofono degli anni ottanta? A me no.

Se dovessi disegnare... GHOST RIDER:
una persona, per un motivo nobile od ignobile, fa un patto con un'Entità Superiore e vende la sua anima per il proprio tornaconto. Il Diavolo (o il Demone o Chichessia) lo inganna e di conseguenza crea un alquanto abusato pretesto narrativo. Inserendo questa cornice religiosa in un mondo di fantasia supereroistico avremo come risultato (solo per oggi) Ghost Rider.
Uhm, uhm... stiamo parlando nuovamente di un tributo alla religione corrente oppure di un remake? Certamente di ambedue. Solitamente la religione dominante di un territorio ha il suo zampino ovunque, quindi, perchè non nei fumetti? La questione remake invece è subito detta. Un certo omino tedesco, che per un certo periodo della vita abitò (un po ovunque) sul Lago di Garda, una volta inventò una bella storia. Probabilmente fece un remake di qualcosa già avvenuta prima, ma non essendo uno storico, mi risulta difficile affermarlo. In ogni caso lo presumo. L'omino tedesco era Goethe e la sua storia il Faust.
L'escamotage narrativo è molto chiaro: l'astuto vende l'anima, viene ingannato e non risulta più astuto. Dato che nel mondo dei supereroi anche le cose più semplici vengono rese un Bignami dell'ultraviolenza, la traccia iniziale finisce così: il bravo ragazzo vende l'anima, viene ingannato e diventa un aggressivo bastardo (senza anima... ha ha ha).
Nell'universo della citazione, del tributo, del revival, del remake e del reboot tutto è già stato scritto, detto e mostrato. Ok, ora sto diventando un po troppo ovvio, quindi m'invento una cosa attinente al RE-qualcosa:
Goethe torna a camminare nel mondo dei vivi come zombie incazzatissimo. Munito di fucila a pompa, cappello da cowboy, Ray Ban a specchio sul naso, giubbotto nero di pelle, Wrangler attillati ed All Star nere ai piedi, comincia a vendicarsi di chi ha sol menzionato una delle sue opere realizzate in vita.
Fa una strage.
Poi se ne va verso il tramonto avvinghiato ad una spogliarellista munita di una terrificante parrucca bionda.
Un sassofono suona la canzone d'uscita.
The End.

Contenuti speciali: Goethe uccide il sassofonista.

2 commenti:

MAO~☆ ha detto...

ok devo farmi una maglietta con questo disegno..

amal ha detto...

ahuahuahuahuahuahuahuahuahuaahuahuahuahuahuahua


oddio mi sono spalmata per terra!!!

ahahahahahahahaah

110 e lode.