mercoledì 19 giugno 2013

Goldrain 2013 - Day 3

Terzo giorno a Goldrain. Mi sveglio un po intontito. Stanotte un folto gruppetto di giovani Russi (?!) hanno fatto baldoria sotto la finestra della mia camera da letto sparando musica folk-popolare-progressiva-melodica ad alto volume. Quindi ho dormito le ore che ho dormito (che posso essere poche o molto poche).
Parto con la mia Agilamobile e per tutta la statale non trovo alcun rallentamento. Di conseguenza arrivo prima del previsto e del calcolato. Questa statale è proprio così. Lo spazio ed il tempo sono relativi.

Esistono ben 3 entità che vigilano la statale della Val Venosta. La polizia sulla superstrada tra Merano e Bolzano (altrimenti chiamata MeBo) che si destreggiano in veloci inseguimenti. La Finanaza che ferma i camion che arrivano dalla Svizzera. I Carabinieri che fermano gente a caso.
L'immagine qui in alto mostra la piantina del Castello di Goldrain. Tutto è intatto e ben mantenuto. Anzi, mi sono fatto raccontare che questo castello non ha mai subito alcuna conseguenza di nessuna guerra. Era una sorta di residenza estiva off limits.

La lezione inizia tranquilla, ma sento qualcosa nell'aria. I ragazzi cominciano a prendere confidenza, a testare l'insegnante (me) e a provare la pazienza e la volontà del sottoscritto. Tutto nella norma.

Oggi volevo soffermarmi un po sui disegni dei ragazzi cercando di dare un'interpretazione (comunicata da loro) dei loro lavoro. Premetto che la maggior parte vanno alle elementari.
Questo disegno parla del mostro peloso Ralph che ha un cane e lo porta a spasso. Non succede niente.

Qui regna il caos. Prima c'è un tizio, poi una tizia, poi un esplosione, appare un T-Rex che si pappa un terzo tizio vicino ad un albero.

Questo è il pannello di Michael con i suoi lavori.

Il mio solito disegno dedicato a questi racconti.

Un uomo-robot con un dinosauro ed un palloncino parlante.

Infine si fa merenda. Solita frutta, solito succo ai lamponi. I ragazzi si sfogano e cominciano ad organizzare dei tornei di wrestling. So che la cosa non mi piace e li lascio fare dopo qualche mia regola imposta. Le regole esistono per essere infrante ed un paio poi piangono per aver esagerato. Interrompo tutto, ammonisco e si continua a disegnare.

La mini storia di SUPERNASE VS SUPERSCHENEEMANN.

Un tizio ha una cartolina e viene rapinato da un altro tizio. Poi subentra un carro armato senza alcun motivo.

La storia più dettagliata e complessa. Non c'è nulla da interpretare perchè è quello che è.

Qualche pannello dei ragazzi.

A pranzo ci sono würstel (in realtà salciccia) e pommes (patatine fritte). Sono preoccupato per il viaggio di ritorno dato che fa un caldo boia. Più degli altri giorni.

Intanto qualche eroe intrappola una mosca e la mostra come un trofeo. Meglio che l'anno scorso dove c'erano dei bambini che si mangiavano le formiche.

Il viaggio di ritorno va benone. L'arrivo a Bolzano pure. Mi fermo e mi accorgo dei gradi. Ben 8 in più che al castello.

La frase del giorno:
"Armin, Mammamia che capelli che c'hai! Devi tagliarli. Anche quelli in faccia. Vuoi che te lo faccia io? Dai, vado a prendere un coltello...".

Link alle puntate precedenti:





martedì 18 giugno 2013

Goldrain 2013 - Day 2

Secondo giorno del corso di fumetto al Castello di Goldrain. Mi sveglio bene, in tempo e paradossalmente fresco (vista la caldissima notte appena passata). Cambio la lettiera al gatto e voglio portarla fuori dalla porta che scopro un grosso buco nel sacchetto. Sabbia (ed altro) in giro per mezza casa. Inveisco in aramaico e sistemo il danno.
Poi parto in orario (quello giusto) e sulla statale della Val Venosta chi ti incontro? 
La temutissima roulotte del turista tedesco.

Arrivo a Goldrain in anticipo. Strano, nonostante la roulotte e qualche Tir lentissimo. Si vede che ancora non ho calibrato benissimo i tempi.
Alzo lo sguardo e si prospetta una giornata caldissima. Le scie degli aerei mi fanno pensare che qui ne passano davvero parecchie. Penso ai complottisti e a Davide La Rosa. Poi non penso più a niente.

A quest'ora il castello è molto bello. Le luci, l'aria fresca, la pace e il sol cinguettio di uccellini. Ci sono solo io e... Samu, lo studente che per il 3° anno consecutivo viene al corso e che è sempre li in un anticipo talmente folle che io risulto essere un principiante in confronto.

Inizio la lezione. Oggi si parla di storyboard e di come si compone una storia. Faccio vedere delle mie cose sul Pad. Poi i ragazzini cominciano a curiosare tra le gallerie fotografiche (tutte adeguate al corso) e mi fanno notare che il Pad è lento. Io confermo e comincio a lamentarmi dei prodotti Apple esponendo delle mie teorie sul marketing insano ed ingiusto. I ragazzi m'interrompono e mi fanno vedere che io, da quando ho comperato il Pad (un anno e mezzo fa), non ho MAI CHIUSO ALCUNA APPLICAZIONE.
Un cinque alto per i giovani che sanno più cose di chi fa tanto l'esperto (e complottista).

Alle 11 c'è la merenda. Frutta e succo di sambuco. Poi corse (loro, io no) sul prato. Le ragazzine si isolano e chiacchierano tra di loro. I ragazzini fanno la cosa più ovvia se si ha un prato e non si ha un pallone. Fanno la lotta. Poi la lotta diventa un po troppo seria e volano calci veri. Intervengo, sedo gli animi e poi si torna a disegnare. 20 minuti dopo erano tutti di nuovo amici.

Intanto il tempo non sembra guastarsi e tornano le mie amate nuvole. Non resiste e faccio svariati scatti (ne mostro uno solo sennò rischio il linciaccio CLOUDiano).

Succede sempre che qualcuno mi disegni. Questa volta è successo decisamente prima del previsto. Samu decide di esercitarsi nelle espressioni facciali e nell'esercizio di stile con la mia faccia. La mia preferita è l'ultima, Armin in versione polifemica.

I ragazzi hanno iniziano un giochino dove mi chiamano per nome, ma in maniera lamentosa, omettendo la "ERRE" e tirano il nome lungo lungo: "Aaaaaamiiiiiinnn.". Ammetto che è snervante, ma li lascio fare, fa parte del gioco. Però per preservare la mia sanità mentale faccio il mio solito disegno del giorno dove penso e faccio cose da seduto.

A pranzo c'erano le lasagne. Lasagne con l'erba cipollina. Come avevo previsto ieri.

I ragazzi sono delle fogne altalenanti. Passano dal mangiare tutto in abbondanti porzioni il giorno prima ed oggi nulla perchè non piace la pietanza. Sembra non esserci una via di mezzo. Io mi limito pensando al ritorno in macchina e alla fatica che farò.

Parto e fatica la faccio comunque. Quindi è inutile limitarsi? Boooh, tanto sono abituato.
Nella macchina fanno millemila gradi e l'aria è caldissima. Odio i miei capelli, mi vanno sugli occhi se apro il finestrino e l'aria condizionata della mia Agila pare un pulsante disegnato, da quanto funziona male.

Il viaggio verso casa è andato bene. Sembrava più tragica.
L'unico appunto è stata la combo (che vedete qui sopra) del Tir che sorpassa il trattore. Questa èl a statale della Val Venosta. Bella, immersa nel verde con scenette del genere.

La frase del giorno:
"Armin, qual è stata l'invenzione più utile? Le mutande o l'umanità?".

Link alle puntate precedenti:

lunedì 17 giugno 2013

Golrain 2013 - Day 1

Da 7 anni a questa parte, sempre in questo periodo, tengo un corso di fumetto presso il Castello di Goldrain (in Alto Adige, in Val Venosta). Da 7 anni fa sempre un caldo bestiale e sono sempre contento di andarci, dato che li il clima è più fresco e tengo le lezioni in una sala del castello un po sottoterra. Da 7 anni mi dimentico quanto ci metto per raggiungere il posto in macchina da Bolzano e puntualmente parto sempre in largo anticipo. Da 7 anni, il primo giorno di corso, arrivo con un anticipo folle.

Per descrivere la strada della Val Venosta esiste un unica parola: "rassegnazione". In pratica c'è poco spazio per i sorpassi, le persone rispettano i limiti e ci si mette il tempo che ci si mette. Senza affanno. Ammesso che... non ci sia un Tir lentissimo, l'autobus di linea che si ferma ogni due per tre, il trattore con rimorchio, il trattore senza rimorchio, il motociclista che si spalma sulla statale e dulcis in fondo... il turista tedesco che inchioda subito dopo una qualsiasi riduzione di velocità segnalata.

Il Castello è un luogo bello, piccolo e misterioso. Come ogni castello dell'Alto Adige ha delle sue leggende, un fantasma e porte segrete che portano in stanze segrete. La sala dove si tiene il corso è bella fresca e c'è abbastanza spazio per i miei 15 alunni, che per adesso sono tranquilli e carini (ok, mi aspetto che succeda qualcosa da un momento all'altro). 

Credo che nel Medioevo fossero tutti nani. Sono 7 anni che sbatto la testa negli infissi delle porte. Succede sempre (a parte quest'anno, ma son sicuro che debba ancora succedere). Qualcuno dirà: "Mavà?! Ovvio che erano più bassi! Sei tu che nel 2013 sei pure sproporzionato.". 
Io continuo a pensare che i tizi medioevali siano dei nani, vivo meglio con questo pensiero.

Questo corso è l'unico mio corso che tengo fuori città, in lingua tedesca, in una classe con nessun ragazzino straniero e dove sapere l'italiano è una sorta di optional per nulla obbligatorio. L'unico che deve superare il rodaggio della lingua sono io, che si sistema solo dopo il 2° giorno di corso. Come sempre noto le differenze degli alunni tra il rapporto durante le lezioni (molto diligenti) ed il rapporto al di fuori (educati, ma molto scalmanati).

Stamattina ho fatto una scelta. Una scelta ragionata. Mi vesto bene, in tinta unita, per affrontare bene la presentazione. Pantaloni lunghi neri e maglietta nera con un teschio sulla schiena. Come detto, la scelta è stata ragionata, ma non pratica. Da domani cose a caso (tanto ai ragazzi non importa), pantaloni corti e scarpe leggere. Oggi rischiavo per schiattare dal caldo.

Al corso è compreso il pranzo dove si mangiano cose abbastanza tedesche o ricette italiane fatte in maniera tedesca (tipo l'erba cipollina è ovunque). C'è anche l'insalata con il famigerato "Dressing" allo jogurt (una sorta di condimento per insalata). Adoro mangiarlo solo qui a Goldrain.

Il ritorno sulla statale della Val Venosta è micidiale. Sono le 14.00 (circa). Fa un caldo dannato, ho la pancia in piena digestione e gli sbalzi di luce quando si esce dai tunnel sono micidiali. Per fortuna non ho incontrato nessun turista tedeschi che inchioda rischiando di creare paurosi incidenti perchè prende il codice della strada italiano letteralmente alla, chiedo perdono, lettera.

La frase del giorno: "Sai Armin, son tempi strani, veloci. Hai presente quelli con quei cosi, i tablet, che durante pranzo, zac-zac-zac-zac (muove le dita), fanno le cose di internet. Personalmente io preferisco mangiare e dopo aver mangiato andate in giardino e scavare una buca."

domenica 16 giugno 2013

Non sarà Giugno per sempre...

Le nuvole prendono il sopravvento sui nostri cieli e questo mi fa pensare a due cose che hanno a che fare con loro:
1- in questo periodo sono bellissime ed adornano le Alpi come non mai.
2- "Cloud Altlas" è un brutto film.










venerdì 14 giugno 2013

Appunti per la Guerra con la "A"

Da circa 4 anni io e Chiara Visca lavoriamo assiduamente assieme. In linea di massima facciamo delle performance di Storytelling con interazione visuale realizzata da me dal vivo, ma dato che ambedue siamo degli insegnanti/formatori, la varietà dei nostri interventi lavorativi aumenta (insegnamento, workshop, performance, accompagnamento, ecc ecc.)

Quest'anno è un anno particolare. Chiara ha fatto l'atto di creazione più bello che ci sia ed ora verremmo accompagnati nei nostri spostamenti dal piccolo Giorgio. Un anno magnifico. Anche il nostro "pezzo" annuale è diverso dal solito. Dopo 3 "pezzi" iperinterattivi e dai toni leggeri, ecco che spunta quello serio serio con un accompagnamento visivo ridotto all'essenziale (per non distogliere l'attenzione del pubblico dalla storia).

L'interazione non c'è più. "La Guerra con la A" è un "pezzo" di Chiara Visca e Heike Vigl. Mezzo italiano, mezzo tedesco. Io sono solo una sorta di musicista che suona con i segni del pennello. 

Rimane il fatto che, per quanto possa essere un "pezzo" più semplice di quelli precedenti, devo calibrarmi per benino, dato che tra una settimana, Sabato 22 Giugno, siamo in scena a Roma al Festival Internazionale di Storytelling RACCONTAMIUNASTORIA.

Questa è la locandina che ho fatto appena tornato dalla mia prima esperienza bosniaca e specchio del mio stato d'animo... ma questa è un altra storia.

lunedì 10 giugno 2013

Monipodio! sta tornando?

"Bla Bla Bla 2" è un nuovo progetto che si sta delineando nella mia testa. Figlio del primo "Bla Bla Bla - Resistenze al quotidiano" ed nipote della vecchia gloria dell'autoproduzione e sperimentazione narrativa, Monipodo!.

Forse qualcuno avrà drizzato le orecchie alla parola "Monipodio!", ma questo nuovo progetto non potrà mai essere un NUOVO Monipodio!. La cosa avrebbe poco senso e soprattutto se mai ci dovrebbe mai essere un cosiddetto NUOVO Monipodio!, lo dovrebbero fare i cari fondatori originali del progetto e non solo uno solo (come in questo caso).

Rimane il fatto che "Bla Bla Bla 2" mi ricorda Monipodio! nella suo struttura. Non avrà mai la sua estetica e sicuramente non la forma quadrata. Si baserà su un formato standard (A5) e la scelta della carta non è la migliore, ma questo, oggi come oggi (intendo la situazione socio- economica italiana), è un fattore adeguato ai tempi e poco si può fare. 

Il primo "Bla Bla Bla - Resistenza al quotidiano" era un contenitore di lavori di ragazzi dai 15 ai 23 anni. Il suo seguito avrà sempre dei ragazzi al suo interno, ma non sarà più un semplice raccoglitore, ma un lavoro collaborativo, dove loro (o una parte di essi) cominciano a diventare parte attiva anche dell'idea e della struttura narrativa del progetto. 

Il tutto è stato ideato da me e verrà costantemente monitorato, supervisionato ed eventualmente riassemblato per seguire uno schema narrativo sensato. Io fornisco una casa con le mura e i ragazzi cominciano ad arredarla. Chi magari si arrederà solo la sua stanza, chi invece comincia ad occuparsi dell'economia domestica di tutto l'insieme.

Per ora è tutto su "Bla Bla Bla 2", ne parlerò ampiamente per un anno intero. Diciamo che la tematicha generale la stiamo delineando in questi giorni. Per ora so che sarà una cosa basata sulla natura, sulla discendenza e soprattutto sugli alberi.

Per chi volesse seguire la pagina Facebook (sempre aggiornata) di "Bla Bla Bla", eccola qui:

martedì 4 giugno 2013

La breve storia del genio della lampada ad olio


C'era una volta un ragazzo molto povero che trovò una magica lampada ad olio. Speranzoso la strofinò, ma non successe niente. Continuò a strofinare fino a che non si fece buio. Il ragazzo molto povero prese un fiammifero ed accese la lampada. Si sentii un urlo nella notte ed il Genio finalmente uscì.
In fiamme.

lunedì 3 giugno 2013

Non sarà Maggio per sempre







Istantanee tratte da un Maggio (2013) particolarmente ballerino. Tutti i tipi di tempo metereologico. Contemporaneamente.