mercoledì 20 ottobre 2010

GIUDA a Roma (Libreria Minimum Fax)

Giuda. Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts

Mostra delle tavole originali del 2° numero dedicato ai Preraffaelliti e dialogo sul tradimento delle immagini con Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis

Libreria Minimum Fax – via della Lungaretta, 90/e – Roma

Dal 20 ottobre al 13 novembre

Inaugurazione e incontro mercoledì 20 ottobre, 21.00
Giuda (acronimo di Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts) è una rivista che si nutre ugualmente di nostalgia, cartografia e immagini disegnate. La mappa non è il territorio: e il disegno non è il rappresentato. Come si incrociano il disegno e la rappresentazione geografica? Giuda indaga il tradimento delle immagini, l’ambiguo rapporto tra segno e percezione.


Nel secondo numero, gli ospiti inconsapevoli delle mappe visive del gruppo coordinato da Gianluca Costantini sono i preraffaelliti. I giovani inglesi insieme a Dante Gabriel Rossetti, figlio di un carbonaro italiano in esilio, crearono in epoca vittoriana un mondo osteggiato dalla critica d'arte tradizionale, fatto non solo di scelte stilistiche, che partivano da una forte consapevolezza del rapporto tra rappresentazione e simbolismo, ma anche di poesia, di letteratura e soprattutto delle vite stesse dei suoi protagonisti. Sulle biografie degli artisti, sul loro essere una geografia sentimentale che spesso ha composto destini intrecciati, si sono concentrati i disegnatori di Giuda. William Morris, che fu intenso artigiano della tappezzeria e socialista della prima ora insieme alla figlia di Marx, lo stesso Rossetti, poeta prima che pittore, dedito al laudano e alle donne, gli artisti e le artiste dell'epoca si incontrano nelle pagine della rivista preavanguardistica Giuda per parlarsi attraverso il linguaggio del fumetto.

Oltre al progetto collettivo sui preraffaelliti, è possibile leggere il secondo episodio di Piccola Gerusalemme (disegno Mennillo, testo Stamboulis) sulla storia e le storie di Salonicco, e diErnesto (Ciro Fanelli). L'ospite del numero è invece la disegnatrice serbo – canadese Nina Bunjevac con una storia dal forte impatto visivo e di impronta autobiografica sul suicidio del padre.

La rivista si può comprare in pochissimi luoghi di amici (sul sito ovviamente c’è la mappa) oppure online.

www.giudaedizioni.it

info@giudaedizioni.it

martedì 19 ottobre 2010

Ogni atterraggio non è altro che una caduta controllata (R.L.)

A questo punto potrei dire: "Il nostro viaggio inizia quì.", ma dato che questo è un resoconto di un viaggio già stato fatto, evito di dire certe scemenze e precauzionalmente preferisco sottolineare il fatto di non farle, piùttosto che farle e risultare noioso.
"Sei noioso quando fai così!"
"Bravi."

Ok, parliamo di Copenhagen. Magari di qualcosa di non troppo turistico (ecc, ecc). Dato che ho disegnato 15 pagine di un diario di viaggio (ciao ai prossimi e futuribili lettori delle mie cose), evito di parlare di argomenti e curiosità che appaiono al suo interno. Almeno ci provo.
"Le Alpi dall'alto sono alte e belle."
Ok questo c'è anche nel diario, ma ci tengo a sottolineare la bellezza di queste montagne. C'era bel tempo e dal volo Verona-Monaco si vedeva tutto in maniera chiara e lucida. Poi, come per incanto, le Alpi finiscono ed appare un enorme massa di nuvole arenate sulle sue cime. Sembrava un enorme mare che batteva sugli scogli.

Non ho più paura di volare, almeno credo. Il viaggio Bolzano-Copenhaen è stato un po tortuoso e complessivamente complesso. Macchina-Verona-Aereo-Monaco-Scalo-Aereo-Monaco-Copenhagen-Macchina-Hellerup. Ah giusto... non ho sottolineato che non alloggiavo a Copenhagen, ma a Hellerup che dista circa 20 minuti di treno urbano dal centro della capitale. Il ritorno invece era Foresteria-Camminata-Hellerup-Treno-Copenhagen-Treno-Aereoporto-Aereo-Monaco-Scalo-Aereo-Verona-Macchina-Bolzano. 9 ore.

I nostri (ero lì con la mia amica Chiara) datori di ospitalità erano, per la parte logistica, l'Istituto di Cultura Italiana (sede danese) e per la parte organizzativa la Società Dante Alighieri (lingua italiana per il mondo) in collaborazione con l'Assessorato di Cultura Italiana di Bolzano (mediante l'iniziativa "Talent Export 2010").
Noi si dormiva in foresteria e si mangiava in giro la prima cosa che capitava.
"Questo che c'entra?"
"Nulla. Abituatevici."

Non abbiamo avuto parecchio tempo per girare per la città. Purtroppo le prove per lo spettacolo ci hanno riempito le giornate e le nottate. Ok... forse le mattinate no, dato che il clima proibitiva ci trasformava in persone desiderose di dormire. Prive di voglia di alzarsi. L'aria secca ed il costante vento freddo ci faceva sentire come due criceti immersi nell'ovatta.
Aggirandosi per la città, in preda alla più sfrenata voglia di girare gli angoli per vedere quali prodigi potessero svelarci, ci siamo goduti visivamente la città.
Ammetto che gli occhi hanno goduto abbastanza.

Mattoni ovunque, tegole sopra gli onnipresenti mattoni. Infissi bianchi e totale mancanza di tende. Chiese di ogni tipo che cercano di farsi notare mediante stupendi, ed altrettanto arroganti, torri dalle forme più disparate. Orde di biciclette ovunque, poche macchine, tanta gente che cammina spedita, tutti diligentemente in fila alle code, nessuna lamentela, tanto silenzio.

Il Tivoli da fuori è bello. Dentro pacchiano. Come ogni parco giochi, delle le aspettative. La sera dello spettacolo, il venerdì sera, a circa 10 minuti prima dell'inizio ci dicono che potrebbero venire poche persone per i seguenti motivi:
- è venerdì sera e la gente ha voglia di tirarsi la sbronza settimanale
- il luogo si trova a 20 min di treno dal centro
- lo spettacolo è in lingua italiana
- la stessa sera era la notte inaugurale alla stagione culturale danese con tutti i musei aperti e perdipiù gratis
- inaugurazione del nuovo Tivoli

"Sticazzi!", abbiamo detto.

Faccio un salto.
Fatelo con me.
Nella strada principale del centro, quella pedonale, cerano dei buffi tipi, simili a punkkabbestia (più o meno), che invitavano la gente a farsi dei tatuaggi. Sventolavano i loro cartelli indicativi.
Non riuscivo a capire, quindi la mia mente fa una cosa del genere:
"Cara, vado in centro."
"Bravo amore mio. Compra un litro di latte, dato che sei lì."
"Ma certo tesoro."
"Oh, smak, maritino mio."
"Qualcos'altro?"
"Ah si..."
"Dimmi."
"Se ti fai un altro tatuaggio, ti uccido."
"Ma amooore... sai com'è difficile resistere a quei cartelli..."
"M'importa un frego! Tu non lo fai e basta!"
"Va beeene..."
I draghi che svettano sui tetti, nelle torri, nelle fontane, nel selciato, nei loghi e nelle pubblicità sono solo una coincidenza. Nessuno mi sapeva dire il perchè della loro così assidua presenza sul territorio. Fa lo stesso, mi sono detto.
Fa lo stesso anche adesso.
(segue emoticon con occhio strizzante)

I canali sono belli, ordinatissimi, l'acqua pulita, quasi limpida. Le barche avevano tutte il sedere grosso. Ah già... ora che mi sovviene... ho notato una cosa strana in Danimarca. Non ci sono persone grasse. Lo dico a Chiara che in un baleno mi guarda malissimo e mi dice che qui si sono SOLO persone grasse. Io ribadisco di no, che si sbagliava. Lo dico mentre alle mie spalle passavano 5 persone obese sedute su quelle buffe macchinine elettriche. Quelle che fanno "Zzzzzzzzzzh...".
Avevo torto.

Se ti guardi in giro capisci una cosa: in Danimarca ti sembra di stare in Danimarca. Non c'è scampo. Non hai altre sensazioni. Le persone sono decisamente strane, chiuse, fredde. Ve lo dice uno che capisce queste cose, ma fino ad un certo punto... insomma, così non è proprio simpatico. Ecco... sono arrivato alla conclusione che nonostante sia un posto moderno, ordinato, regolato, non è il posto che fa per me.
Insomma... non ci vivrei. Ecco.
"Bravo."
"Grazie."

Beh... diciamocelo.
Sono tornato.
Volentieri.


Pulverslukker!
Un mito!

Chiara mi ha detto una cosa particolare: "Tu hai un modo di raccontare allusivo.". Le rispondo che a decisamente ragione e che vorrò poi fare un post sul mio blog in codesta maniera.
Questo posto è QUEL post.

lunedì 18 ottobre 2010

Tiamottì (11+1 canzone d'amore italiana)

Torno mesto mesto dalla mia trasferta danese (nei prossimi giorni vomiterò per benino in rete gli avvenimenti accaduti nella terra delle aringhe spezziate), che mi ritrovo nella posta un grosso pacchetto. Apro e ci trovo dentro questo:
TIAMOTTI' (11+1 canzoni d'amore italiane), antologia di buona fattura (carta, estetica, grafica interna) alla quale ho partecipato con 2 libere interpretazioni di 2 canzoni d'amore che hanno significato parecchio per me (quando avevo vent'anni).

Le canzoni sono:
"Annarella" dei CCCP e "Nuotando nell'aria" dei Marlene Kunz.
La copertina è di Alessandro Barronciani.
L'antologia è curata da Andrea Provinciali (Mucchio Selvaggio) ed edito da Arcana Edizioni.


Ed infine qualche specifica dei contenuti e qualche link utile:

Lato A

01 Luigi Tenco – Isy (fumetti di Alessandro Baronciani)
02 Afterhours – Ci sono molti modi (fumetti di Francesco Ripoli)
03 Gino Paoli – Il cielo in una stanza (fumetti di Andrea Bruno)
04 CCCP Fedeli alla linea – Annarella (fumetti di Armin Barducci)
05 Rino Gaetano – Gianna (fumetti di Maurizio Ribichini & Jazzfromitaly)
06 Offlaga Disco Pax – De Fonseca (fumetti di Mabel Morri)


Lato B

07 Fabrizio De André – Se ti tagliassero a pezzeti (fumetti di Marina Girardi)
08 Diaframma – L’odore delle rose (fumetti di Alessandro Baronciani)
09 Marlene Kuntz – Nuotando nell’aria (fumetti di Armin Barducci)
10 Franco Battiato – La cura (fumetti di Mabel Morri)
11 Piero Ciampi – L’incontro (fumetti di Francesco Ripoli)
+1 Ghost Track (fumetti di Stefano Tamburini & Tanino Liberatore)


domenica 17 ottobre 2010

G.I.U.D.A. foto della mostra a Ferrara

Mostra delle tavole originali di G.I.U.D.A. Vol II dedicato ai Preraffaelliti

Galleria fotografica


In mostra presso Circolo Arci Zuni arte contemporanea via Ragno 15 Ferrara dal 1 al 17 ottobre 2010.

www.zuni.it

domenica 10 ottobre 2010

FANES a Copenhagen


Da domani sono via.
Vado in Danimarca, per la precisione a Copenhagen, a portare lo spettacolo FANES (l`anteprima l´abbiamo fatta una settimana fa a Roma) assieme a Chiara. Lo spettacolo e´stato commissionato dalla Cultura Italiana di Bolzano e dalla Società Dante Alighieri.

Staro´via per una settimana.
Baci al mondo!

Wonderland


Comunicazione di servizio:
Nel volume WONDERLAND (Quando Alice se ne ando) appare una mia storia. Il volume, di prossima pubblicazione (a Lucca) e´edito da NPE.

Tutte le info le potete trovare sul blog ufficiale cliccando QUI.

Questa invece e´una delle mie tavole.

Buona visione!

venerdì 8 ottobre 2010

FANES


Lo scorso week sono stato a Roma principalmente per partecipare alla 2° edizione di "Raccontami una storia", Festival Internazionale di Storytelling. Tutta la faccenda di Chris Ware è stato fondamentalmente un caso (e ne ho già parlato). Sono stato invitato assieme alla mia amica Chiara a partecipare e portare in scena il nostro spettacolo FANES, al quale stavamo lavorando negli ultimi tempi.

Ancora in primavera, la Provincia di Bolzano, assieme agli Istituti Dante (lingua italiana nel mondo) ci hanno interpellato per fare una lettura di un libro sulla Leggenda dei Fanes. Chiara doveva leggere ed io dipingere alle sue spalle. Il tutto a Copenhagen. Dato che Chiara la conoscevo da parecchio tempo, ma non ci si è mai incrociati lavorativamente, ho accettato l'incarico e sin da subito c'è stato feeling lavorativo. Io e Chiara siamo fatti un po male e non riusciamo a stare dentro le linee guida (soprattutto se funzionano male), e da una lettura con pittura, lo spettacolo è diventato un ibrido che potremmo chiamare più o meno così: storytelling interattivo con impianto visuale.

Abbiamo deciso di chiamare lo spettacolo semplicemente FANES (il nome del popolo che abitava in tempi più antichi le zone dell'attuale popolazione ladina). Dato che la leggenda si basa su racconti tramandati a voce, canzoni sparse per le valli e qualche scritto ritrovato, non siamo al 100% sicuri che le vicende siano andate così, quindi anche noi (soprattutto per questioni di tempi narrativi e fruibilità della storia) abbiamo rimescolato un po gli eventi trasformandolo in una versione della storia tutta nostra.

Tecnicamente lo spettacolo si struttura così: Chiara racconta tutta la storia per filo e per segno e alle sua spalle viene proiettato una sequenza di disegni prefatti e disegnati dal vivo da me. Tutti i movimenti scenici e disegnati sono coordinati. Il tutto accompagnato da interventi musicali di Roberta, brava fisarmonicista sarda. Lo spettacolo può durare da un ora all'ora e un quarto.

A Roma lo spettacolo è piaciuto parecchio ed abbiamo incassato senza vergogna lodi e complimenti. Anche chi non capiva la lingua (c'erano molti ospiti stranieri nel pubblico) si è goduto lo spettacolo visivamente.

Tra una settimana esatta lo spettacolo viene messo in scena a Copenhagen. Poi vedremo di portarlo in giro un po sul territorio.

PS: grazie ad Amal per le foto!

giovedì 7 ottobre 2010

Un giorno assieme alla scimmia


Prima di proseguire il racconto delle situazioni romane, colgo l'occasione di recuperare un evento successo un lunedì di circa 10 giorni fa. Qualche giorno prima ci contatta il Centro della Pace di Bolzano per segnalarci un iniziativa e per chiederci se riuscivamo a coinvolgere i ragazzi del nostro Centro Giovani. Si trattava fondamentalmente di dipingere un murales.

Noi operatori del Charlie Brown (il centro giovani) eravamo entusiasti nonostante lo scarso preavviso. Andare a dipingere un murales è nelle nostre corde, quindi dopo un po di chiamate, qualche ragazzo siamo riusciti ad accattare. Il lunedì ci si reca alla Libera Università di Bolzano per andare ad iniziare. Lì incontriamo il coordinatore ed ideatore del progetto, tale Eduardo "Mono" Carrasco, esponente della scena dei muralisti cileni in esilio in Italia si dagli anni settanta.

Carrasco è un omino favoloso, diretto, senza peli sulla lingua. Ci spiegò che questi due murales (su pannello) erano già muniti di disegno a matita fatto da lui e che noi dovevamo dipingere sopra seguendo uno schema ben preciso. Quindi di si mette all'opera a s'inizia a dipingere tutti assieme. Esperti e non, coinvolti ed improvvisati. Il murales del popolo, come lo chiamava Carrasco.

Dopo ben 7-8 ore di lavoro, 10-12 partecipanti e un sacco di colore usato, abbiamo finito i due murales giusto in tempo per poi portarli in Aula Magna dell'Università. Lì sarebbero stati esposti durante la conferenza con Marcos Ana. Per chi non lo sapesse, Marcos Ana è un allegro signore di 91 anni, filosofo, pensatore, poeta che fu imprigionato per 23 anni sotto il regime franchista in Spania. Una volta liberò frequentò persone del calibro di Neruda, Castro, Che, Picasso , ecc ecc.

Correva l'anno 1961, Carrasco dedicò un murales a Marcos Ana. 39 anni dopo, a Bolzano, la cosa si ripete. Marcos Ana, in videoconferenza, sembrava felice, tosto, arzillo.

E' stata un esperienza importante, non solo per le persone coinvolte, ma soprattutto per il confronto diretto con un muralista che ne sa a pacchi più di me. Per i colori usati, per l'approccio al mezzo, per la collettività dell'opera.
A 33 anni mi scopro avere voglia ancora di imparare.

PS: "Mono" in cileno, vuol dire scimmia.

mercoledì 6 ottobre 2010

Ho venduto una matita a Chris Ware


Il titolo del post è uno spoiler.
Non lascia nulla all'immaginazione.
Ora mi rimane solo da raccontare COME e PERCHE' è successo.

Iniziamo (anche se non volete):
nel week passato sono approdato a Roma per motivi diversi dal solito. I fumetti, una volta tanto, non c'entravano. Sono stato invitato assieme alla mia amica Chiara a tenere uno spettacolo all'interno della 2° edizione del Festival Internazionale di Storytelling "Raccontami una storia" presso il Parco Regionale dell'Appia Antica. Dovevamo presentare in anteprima il nostro primo lavoro assieme. Lei alla narrazione, io ai pennelli. Su quest'esperienza dedicherò un post apposito nei prossimi giorni, quindi passo oltre ed arrivo al punto. Ho vissuto 3 giorni all'interno del festival tra spettacoli, prove ed esibizione. Fattostà che sabato avevo mezza giornata libera e decido di andare a ROMICS. Guidato da Amal arrivo alla nuova fiera ed entro nel circo degli orrori. Cosplayer come se piovesse, ovunque, in ogni luogo, in ogni posto. Trattengo la mia naturale avversione per questa espressione farlocca di insanità mentale e mi reco alla conferenza con Chris Ware. Ecco svelato il mistero della mia presenza a Romics. Vedere l'autore che più preferisco nell'universo parlare al pubblico. Emozionato mi godo la conferenza. Tutto bello. Davvero. Poi, alla fine di essa, non ho il coraggio di entrare nello spazio visivo di Ware per poterlo omaggiare con un mio numero del DIARIO DEFORMATO (l'ultima versione DIY). Vado via comunque soddisfatto. Poi passo a fare cose nella fiera e a vedere gente di sporadica frequentazione. Ad una certa ora devo tornate al festival di storytelling e raggiungo un collega che mi ha promesso uno strappo in macchina (che a Roma è praticamente vitale per un bolzanino spaesato come me). Alessio mi dice che comunque voleva fare un salto alla conferenza di Ivan Brunetti prima di partire. Andiamo in loco e ci scopriamo essere praticamente gli unici spettatori. Ivan Brunetti mi sfuggeva come nome, ma vado a scoprire che fa parte di tutta la cricca di Ware e che è un illustratore/fumettista che fa cose meravigliose. Passa la conferenza ed io decido repentinamente di non essere più un emotivo cagasotto e mi fiondo da Mr. Ware e Mr. Brunetti. Deciso, munito di inglese al di sotto di ogni decenza, riesco a regalare una copia del mio fumetto a tutt'e due gli autori. Mr. Brunetti ricambia con due sue piccole produzioni. Saluto e mi defilo.
Era tutto finito. Ora potevo essere felice a vita (anche se ingenuamente). Ora uno dei miei più grandi punti di riferimento aveva qualcosa di mio e questo mi rende il bambino più felice del mondo. Già sognavo di rivivere questo momento nei racconti futuri... che mi sento chiamare (non per nome). Mr. Ware mi ferma e mi fa una domanda che suona più o meno così: "Have you a pencil for me?". Io vado in tilt e tiro fuori pennelli, pennarelli, indelebili... insomma tutte le penne che avevo in borsa. Poi, in un momento di microscopica lucidità, capisco che si tratta di una matita. Gliela dò cercando di fargli capire che da me poteva avere qualunque cosa, ma lui non vuole (probabilmente il mio inglese non è inglese) e mi stringe in mano un euro.
Poi ci si saluta. Il cuore stava per schizzarmi dal petto come se fosse un cucciolo di Alien.
TU-TUM!

Ecco come io ho venduto una matita a Chris Ware.

martedì 5 ottobre 2010

Non sono un girovago, ma a volte mi sposto


(spettacolo FANES di Visca/Barducci)

Sono tornato.
Felice, appagato, soddisfatto.
Con tante storie da raccontare, storie che voglio raccontare e che non si riducono a speranzosi post dall'anima buffa, ma che sono delle piccole (ma grandi) storie vissute in prima persona. Negli ultimi 10 giorni mi sono irrorato di una massiccia dose culturale che non m'aspettavo. Sono Stato in luoghi vicini e lontani. Ho visto mostri sacri interagendo con loro.
Nei prossimi giorni racconterò con la voglia di farlo.

venerdì 24 settembre 2010

Offline


Mi space, ma sono e saro´OFFLINE per un po di tempo. Pre tutte le questioni urgenti e non, chiamatemi al cell.

Baci dalle Lande Alpine (e non).

venerdì 17 settembre 2010

Io sono un fumettista contemporaneo


Mentre sto ultimando contemporaneamente 2-3 lavori, dei quali potete vedere questa tavola in anteprima, sto anche dedicando il resto del tempo rimasto alla realizzazione dello spettacolo (del quale ho parlato nel post precedente). Senza contare che ho il mio lavoro partime al Charlie Brown (Centro Giovani) dove si creano i fumetti sfogliabili che appaiono una volta a settimana in questo BLOG, laboratori, incontri ed infina anche l'organizazione del Festival Artmaysound 2011. Poi ci sono i vari corsi... 4 inizieranno a ottobre, gli altri qualche mese più tardi. Poi le fiere, le trasferte, un pochino di vita sociale, ecc, ecc...

Io sono un fumettista contemporaneo.

mercoledì 15 settembre 2010

Ritorno al futuro



Dopo 7-8 anni sono tornato a dovermi confrontare con delle tematiche che, sinceramente, non avrei voluto affrontare. Ho detto tematiche? Allora ho sbagliato... diciamo che si trattano di figure, di personaggi. 7-8 anni fa dovetti disegnare tantissime marmotte ed altrettanti aquile. Ora mi ritrova nuovamente a doverle disegnare. Non tavolo al tavolo, con calma, ma anche dal vivo... in presa diretta.

Che succede?
Sto lavorando ad uno spettacolo... ok, non si tratta di un vero e proprio spettacolo, ma di un visual-storytelling con parti interattive. A me viene di chiamarlo spettacolo, dato che è un ibrido di varie discipline (almeno per quanto ne so io). Per adesso sto disegnando animali, guerrieri, regine, esseri magici, stregoni... insomma una sorta di "Signore degli Anelli" in chiave altoatesina.

I secchioni sanno già di che cosa sto parlando.

lunedì 13 settembre 2010

Nel nome del Padre, del Figlio e di G.I.U.D.A.

Per l'iniziativa modenese, Gianluca Costantini e Angelo Mennillo hanno fatto questo lavoro a 4 mani sulla tematica della "fortuna".


Intanto, per quelli di poca fede e per tutti gli altri che di nome non fanno "Tommaso", ecco la testimonianza dell'esistenza cartacea del II° Volume di GIUDA.

Siete avvertiti.
Che poi non venga fuori che: "Io non sapevo che...".

venerdì 10 settembre 2010

G.I.U.D.A. volume 2


Signore e Signori!
Il secondo volume di GIUDA esiste!

GIUDA volume II
Giugno 2010
A cura di Gianluca Costantini
Disegnatori: Armin Barducci, Nina Bunjevac, Gianluca Costantini, Ciro Fanelli, Rocco Lombardi, Angelo Mennillo, Robert Rebotti – Jacklamotta, Alice Socal, tracciamenti.
Cartografo: Marco Lobietti
Parole: Elettra Stamboulis, Nina Bunjevac
Copertina: The Germ disegno di Gianluca Costantini
Bandella di apertura: flight Nr.00 (dress 29) di tracciamenti.
Bandella di chiusura: OPIUM HISTORICAL MAP
cartina di Marco Lobietti.
Pagina Sommario: Osteographia or the Anatomy of the Bones
di William Cheselden, 1688-1752
Frontespizio: Bear di Nina Bunjevac

Apri scheda

Nel secondo numero, gli ospiti inconsapevoli delle mappe visive del gruppo coordinato da Gianluca Costantini sono i preraffaelliti. I giovani inglesi insieme a Dante Gabriel Rossetti, figlio di un carbonaro italiano in esilio, crearono in epoca vittoriana un mondo osteggiato dalla critica d’arte tradizionale, fatto non solo di scelte stilistiche, che partivano da una forte consapevolezza del rapporto tra rappresentazione e simbolismo, ma anche di poesia, di letteratura e soprattutto delle vite stesse dei suoi protagonisti. Sulle biografie degli artisti, sul loro essere una geografia sentimentale che spesso ha composto destini intrecciati, si sono concentrati i disegnatori di Giuda. William Morris, che fu intenso artigiano della tappezzeria e socialista della prima ora insieme alla figlia di Marx, lo stesso Rossetti, poeta prima che pittore, dedito al laudano e alle donne, gli artisti e le artiste dell’epoca si incontrano nelle pagine della rivista preavanguardistica Giuda per parlarsi attraverso il linguaggio del fumetto.

Oltre al progetto collettivo sui preraffaelliti, è possibile leggere il secondo episodio di Piccola Gerusalemme (disegno Mennillo, testo Stamboulis) sulla storia e le storie di Salonicco, e di Ernesto (Ciro Fanelli). L’ospite del numero è invece la disegnatrice serbo – canadese Nina Bunjevac con una storia dal forte impatto visivo e di impronta autobiografica sul suicidio del padre.

mercoledì 8 settembre 2010

Da Marsciano con amore





Andare a Marsciano in macchina è stata dura, ma ne è valsa la pena. I ragazzi (grazie Angelo, Andrea e tutti gli altri!) sono stati molto ospitali e mi hanno trattato veramente bene. In più Marsciano, anche se non ha le mura medioevali, è proprio un posticino carino... piccolino (con tutte le classiche cose che ha un luogo piccolo, positive e negative). Insomma... sono stato bene.

Ora voglio spendere due parole sul mio ritorno in macchina. Ci ho messo sei ore e mezza. Perchè c'ho messo un ora in più? Causa coda e rallentamenti insensati causati da 4 gruppi di automobilisti, che ora vado ad elencare:
1) Gli Automobilisti Tedeschi. Loro sono un classico dell'estate. Il 90% ligi alle regole e rispettosi di tutti i cartelli stradali possibili, anche quelli che tu, da buon automobilista italiano, non hai mai notato prima. Inchiodano in maniera repentina, sorpassano senza accelerare... insomma, alla fine dei conti loro sono dei segnali stradali viventi. L'altro 10% corrono come dei pazzi.
2) Gli Automobilisti Italiani. Siamo noi e ci conosciamo. In Autostrada vigono delle regole non scritte. L'equilibrio cafone.
3) Gli Automobilisti Austriaci. Loro sono pericolosi e basta. Imprevedibili.
4) Gli Automobilisti Olandesi. Sono degli psicopatici schizofrenici! Velocissimi e lentissimi senza nessun motivo.

Insomma, sono tornato sano e salvo, anche se la ciliegina sulla torta era rimanere 20 minuti fermi in coda a 2km dal casello di Bolzano.
Stavo per impazzire!

Ah... se passate per Marsciano (poco lontano da Perugia), andatevi a vedere la mia mostra. Magari vi emozionate un pochino.

martedì 7 settembre 2010

Nuovi fumetti online!


Prima di fare il mio report-ino dall'esperienza a Marsciano, segnalo che è uscito online il 3° volume dei fumetti sfogliabili online del Centro Giovani Charlie Brown.

Volete leggerlo anche se è senza parole?
Allora seguite questo link:

E qui potete trovare le edizioni precedenti:

mercoledì 1 settembre 2010

Mostra personale al MAG (Marsciano Arte Giovani)


Siori e Siore,
questo venerdi, all'interno della VI° edizione del MAG (Marsciano Arte Giovani), ci sarà anche una mia mostra personale con una trentina di "pezzi" presi tra tavole di fumetti (inedite) ed illustrazioni con un evidente "che" di ossessivo.

Quindi per ricordarci tutti:
Dal 3 al 12 settembre,
mostra personale del Sottoscritto,
Sala Gramsci, presso Biblioteca Comunale
Piazza dello Statuto,
Marsciano (PG)

Inaugurazione:
Venerdì 3 Settembre ore 18.00
(io sarò presente per la gioia delle giovani fanciulle)

Link:

Ed infine la locandina di tutta la manifestazione.
Ci si rivede su questi canali al mio rientro nel week.
State freschi, mi raccomando.