mercoledì 12 gennaio 2011

Il processo creativo e le endorfine


Quella sera non era particolarmente tardi, anzi, ora che ci penso, era abbastanza presto ed io avevo una strana voglia di andarmene a letto. Solitamente aspettavo lo scoccare della mezzanotte, ma quella volta era decisamente prima. Ero già diventato così vecchio? Ho già voglia di andare a letto presto e svegliarmi, di conseguenza, presto?
No.
Piùttosto è l'esatto contrario. Io sono ancora un po bocia. Perchè? Perchè ho montato un proiettore in stanza da letto dove mi posso guardare film e serie tv prima di addormentarmi.

Quindi, tutto goduto, mi piazzo sul lettone, accendo la vecchia ps2 collegata al proiettore (con casse integrate) e mi annullo davanti a Star Trek Voyager, dato che la serie tv che attualmente mi sto "riguardando". Alla 3° puntata continuo a ripetermi che la serie è scarsa, ma che non devo essere così critico con Star Trek, dato che sono un fan si una serie rivale che è decisamente peggio: Stargate SG1. Nonostante pensieri e contropensieri, l'annullamento era incombente.

Per fortuna c'era la mia gattona-cicciona (Fermi! Parlo di un VERO gatto) che, stufa di rimanere arenata in una mia ascella, ha cominciato a girovagare sul piumone miagolando come una disperata. Io non le do particolarmente retta e metto Star Trek in fermoimmagine per sistemare la sveglia per l'indomani. Riguardo il gatto e vedo che è entrato nel raggio di luce del proiettore e che presenta un Guardiamarina sulla pancia. A questo punto il gatto capisce che la sto guardando ed impazzisce di gioia. Non miagola più, ma urla come un annunciatore ambulante della fine del mondo.

Cosa ci faceva un Guardiamarina sulla panza del micio?
Ritorno a non dare più retta alla palla di pelo e comincio a catturare la faccia del Guardiamarina cercando di piazzare la proiezione sulla mano. Lo faccio per curiosità, semplice e sana curiosità. Poi faccio ripartire la puntata per cercare una scena migliore, la trovo e rifermo tutto. Continuo ad interagire con la proiezione e decido di fare una foto con il cellulare per "vedere cosa esce". Non penso che esca qualcosa d'interessante, ma comunque... tentar non nuoce. Scatto, guardo e mi gaso. Il risultato è carino. Nulla di nulla ed originale, ma carino.

Corro in studio, prendo la reflex ed è finita. Passo le successive 2-3 ore a farmi degli autoscatti alla cieca cercando di proiettarmi le facce (o elementi) di Star Trek Voyager sul mio faccione, sul collo, sulle mani conscio di non fare nulla d'innovativo ed originale, ma... felice di fare una cosa che comunque non avevo mai fatto prima. Mi sentivo come un bambino con la sua prima bicicletta (con le rotelle). Avrò fatto un fantamillione di scatti. Poi ho fatto pure la cernita del tutto. Alcune foto (che non ho messo online) sono particolarmente riuscite.

A questo punto le endorfine nel mio cervello si sono multiplicate all'infinito ed hanno interagito positivamente con il mio processo creativo. In quel momento tutto mi era chiaro. Potevo pensare al qualunque iniziativa, esperimento, pubblicazione che riuscivo a trovare "figherie" creative da inserire per migliorare il prodotto. Quindi prendo carta e penna e comincio a scrivere giù tutto. Alle 4 di notte circa mi fermo, anzi mi sforzo tantissimo nel farlo per andare a dormire, data la sveglia dell'indomani.
Tante idee e tanti dettagli sono andati persi, ma altrettanti sono stati fissati su carta e verranno sicuramente utilizzati. Cado nel letto e dormo beato.

Qui sopra potete vedere una piccolissima parte delle foto che ho fatto quella notte. Sono ben conscio che tutto questo è stato casuale e che "non c'è alcuna innovazione" nel risultato finale, anzi... direi che è quasi fastidiosamente banale (ok forse quella del collo no... ma comunque...).
Però questo NON IMPORTA.
Non importa perchè fare QUESTO mi ha portato a fare QUELLO e quello sono una montagna di appunti per creazioni future (belle e brutte). Ora ho ampliato il magazzino delle idee.
Bene.

Spero che cose del genere non siano momenti isolati.
Spero anche che non siano momenti frequenti.
Sennò io come dormo?

4 commenti:

Eta ha detto...

Armin sono con te!! :D
Il processo! Il processo! Il processo! Sono la fan N.1! :D

Ho sempre sperato di trovare più post validi, in giro tra i blog degli autori che mi gustano, che parlassero del fottuto processo creativo. Capita, ma solo ogni tanto. Giustamente, anche, per carità. Ma io passerei ore solo a studiare come nascono le idee, le associazioni mentali mi esaltano sempre. In verità, il percorso delle idee non è poi così imprevedibili, spesso associazioni random, a volte più guidate, altre non dico nulla perché dice tutto Munari in "Fantasia" (l'hai mai letto? Ti divertirebbe i neuroni ;) ). Però yeah, il cervello m'intrippa troppo!
Sai come si può anche dire "invenzione" in inglese? "Brainchild". Lo trovo bellissimo. Ho usato questa parola come tag, nel mio blog, per le volte in cui, appunto, mi concedo più parole sulla nascita di un'idea. Non so se l'ho usata tutte le volte che avrei dovuto, però intanto ho gettato il seme...

Un brindisi alle Endorfine

Eta ha detto...

http://www.bonsai.tv/magazine/news/un-fotografo-si-fa-impiantare-una-telecamera-in-testa/

Magari t'intrippa.

Armin Barducci ha detto...

Grazie Eta!
Per il lungo commento e per il link. :-)

Il processo creativo non è tutto qui, è un sintomo molto più complesso ed anche molto più semplice. Un istinto quotidiano, diciamo, che può essere casuale e/o anche indotto (osservazione compulsiva).

Insomma... è complesso. :-P

Eta ha detto...

Eh sì, ovvio. :)

Grazie a te per avere letto tutto il commento, piuttosto! XD