sabato 26 dicembre 2009

Un giorno sarò un vero ciccione


Due giorni di riti mangiareschi.
Due bei giorni di ilari momenti cullati nel calore del parentado.
Due giorni di piacevoli diversivi.
Due giorni che non tocco una penna.
Due giorni che non disegno
Due giorni che non confabulo.

Due giorni sono quasi troppi.

Fine dei due giorni.
Mi sveglio alle 4 di mattina in preda alla follia lavorativa. Caffè-sigaretta-cacca-colorazione-disegno e nuovamente colorazione. Sono al 100% nel lavoro e confido di fare due tavole quest'oggi. Sono malato. A volte non credo che mi staccherò mai dal perpetuo "fare". Il giorno che succederà vorrò vivere in una piccola cittadina di mare con un clima perennemente caldo. Vestirò larghe camice hawaiieane, sarò abbronzato e i capelli saranno più bianchi che altro. Mi sarà cresciuta una bella pancia che mi accarezzerò senza vergogna. Racconterò aneddoti ai turisti e mangerò tanto pesce.

A volte m'immagino così.
Intanto vado avanti a fare ciò che so fare meglio e per chi dice "sparare cazzate" ha, a suo modo, ragione.

3 commenti:

keme ha detto...

Hai dimenticato che nella piccola città di mare aiuterai a tempo perso la polizia locale a risolvere misteriosi casi di omicidio.

Armin Barducci ha detto...

Ah già, è vero!
Avrò anche un nel baffo folto.

Voi raggiungermi in vecchiaia e farmi da spalla?

keme ha detto...

ah beh, giusto, dimenticavo il ruolo fondamentale della spalla comica