martedì 17 luglio 2012

Catbombing! [le origini segrete]


Ma come è nato il...
Come tutte le cose con un "certo" spessore culturale, per sbaglio e per scherzo. Per ambedue. Anche un po per affetto e/o la mancanza di esso. Il tutto condito con una bella dosa di banalità.

Puoi spiegarti meglio?
Mi mancava il mio gatto (gatta, la MimiMao) che da tre settimane albergava dai miei genitori dato che a casa mia, al piano di sopra, stavano facendo dei lavori che producevano un rumore assurdo e che mandava in tilt la bestiola. Così continuavo a disegnare la gatta un po ovunque, anche al lavoro ai laboratori di disegno con i bambini. Loro mi chiedevano di disegnare qualcosa ed io disegnavo solo la gatta cicciotta. Poi i bambini si sono stufati e mi hanno chiesto di disegnare cose più specifiche, ma io volevo solo disegnare la gatta e mi sono inventato la gatta che copre il disegno desiderato.
Et voilà, ecco il Catbombing.

Qualche esempio?
Ecco qui sotto ci sono due disegni che mi sono rimasti dato che i bambini hanno capito il trucco e non li hanno manco voluti (i disegni).


Non credi che internet sia già infestato abbastanza dai gatti?
Lo è ed è giusto così. Se lo merita, ce lo meritiamo. Il Catbombing unisce una mia passione, la mia gatta, con il "fotobombing", l'animale più conosciuto al mondo, il gatto (di nuovo), il disegno buffo, una grande nostalgia di un periodo e soprattutto l'unione di questi elementi che presi singolarmente sono banali e messi assieme rimangono banali, ma magari di ranno ridere per sue secondi (il tempo che mi serve e mi basta).

Ah... c'è anche il fatto che il subisco quotidianamente il Catbombing dal vivo, dato che la gatta è tornata a stare da me ed ogni volta che siedo comodo sulla poltrona in soggiorno e mi distraggo in rete, la gatta arriva e si piazza tra me e il Pad.


lunedì 16 luglio 2012

Summer of Armin #007 [oniricus]

Come nella Def Jam (Roman invade la testa di Armin)

Nel sogno di stanotte ero vestito come uno dei Run DMC ai tempi della Def Jam, tuta da ginnastica dell'Adidas blu scura, scarpe Adidas bianche senza lacci, un cappello nero con la dicitura NY. Sotto il braccio due rotoli con dei progetti. Stavo andando ad un incontro di lavoro per discutere i dettagli dell'incarico e farmi supervisionare delle tavole di prova. Il clima dell'incontro era tranquillo, il lavoro ce l'avevo in mano, ma l'accoglienza era fredda, ostile. Il supervisore indicava delle vignette disegnate a matita mormorando qualcosa con un espressione facciale decisamente negativa. Divento ostile anche io e chiedo spiegazione sul mormorio negativo e scopro che in realtà era un complimento e che ora il fatto negativo era che io abbia inteso qualcosa di negativo su un affermazione positiva. La faccia del supervisore, per tutta la scena, è rimasta sempre con un espressione sprezzante, una di quelle che dice: "Potrei farlo anche io sta roba, ma il mio tempo è troppo prezioso per venir sprecato a fare sti disegnini del piffero.".
Poi arriva la gatta e mi sveglia.




Nonno Lego (nessuna tregua tra antico e moderno)

Il mio da poco defunto nonno viene a farmi visita in sogno nella veste di supremo comandante del Lego. Tramite una connessione mentale comandava tutti i pezzi di Lego che si autocostruivano oggetti, sedie, elementi urbani in scala 1 a 1. Aiutavano il mio quasi centenario nonno nella quotidianità. Voglio chiedergli come fa.
Poi arriva la gatta e mi sveglia.



domenica 15 luglio 2012

Summer of Armin #006 [lo stereotipo]

Lo stereotipo (un pensiero)

Amo gli stereotipi. Senza di essi non sapremmo riconoscere le storie, ma mannaggia ladra, perché lo sbirro corrotto é sempre quello grasso con i baffi? Era ovvio sin dall'inizio e lo svolgimento della storia non sembrava impegnarsi piú di tanto per eludere il dubbio dallo spettatore. 
"Lo sbirro corrotto é quell'altro!". 
Naaaaa, é lui, é palese.
Perché non finire la puntata al minuto dieci? Facciamo prima, dai. Suvvia, evitiamo lo scontato finale, ma noooo, la storia deve essere un agonia di 40 minuti. Gli spettatori si prendono a frustate cercando di assecondare la storia con l'ausilio del dolore.
Io, essendo persona piuttosto mentale, opto per un rimedio alternativo e vado ad immaginare che l'attore che interpreta lo sbirro corrotto si giri verso il pubblico e gridi: "Ma porcapXXXXXXa! Sono io! Sono sempre stato io! Non l'ho mai nascosto! Chi ha scritto la trama? Dove sono gli sceneggiatori?! Datemi uno sceneggiatore!".
Poi cosa succede?
Niente. I 40 minuti passano e alla fine lo sbirro corrotto é quello grasso con i baffi.

Amo gli stereotipi, amo le serie tv, anche se insultano la mia intelligenza, e questo non mi turba più di tanto dato che come cittadino italiano ci sono decisamente abituato.




sabato 14 luglio 2012

Catbombing!


CATBOMBING!

Che cos'è?
Quando il tuo gatto s'interpone tra te e l'oggetto della tua momentanea concentrazione. Quando leggi un libro e lui s'infila tra te e la lettura. Quando scrivi al computer e si sdraia sulla tastiera. Quando l'unica attenzione che devi dare è quella al felino. Quando ovunque tu ti giri, il gatto è nel tuo campo visivo.
Ecco, questo è Catbombing.

Chi è questo felino?
E' questo qua sotto (un po sovrappeso).


 Come funziona?
Mi mandate una fotografia via mail, via facebook, via tumblr, via twitter... oppure tramite un link e la vostra foto (o immagine) verrà Catbombizzata da me e man mano pubblicata qui sul blog e su di un apposita galleria su facebook.

Possiamo vedere degli esempi?
Eccoli qua sotto.


Catbombing! © Armin Barducci & Roman Leitmotiev

venerdì 13 luglio 2012

Summer of Armin #005 [la fiaba]

C'era una volta Rewind (di Roman Leitmotiev)

C'era una volta, in un regno molto, molto lontano,  un principe molto triste che, a sua insaputa, stava per intraprendere un lungo viaggio che lo renderà molto popolare, ma dato che era un principe triste, decise di non vivere piú in un tempo poco precisato in un paese molto molto lontano, di non essere piú un principe triste con un lungo viaggio che per forza dovrà intraprendere per diventare popolare ed infine di non esserci piú. Ne molto tempo fa, ne una volta, ne in un regno molto molto lontano.
Il principe triste visse felice e contento, ma nessuno se n'é accorto.


Nota:
lo scrigno di Roman è stato soltanto scalfito in superficie. Credo non finisca mai.



giovedì 12 luglio 2012

mercoledì 11 luglio 2012

Summer of Armin #003 [l'ossessione]


- L'ossessione -

[Mi sdraio sul lettino dello psicologo Roman Leitmotiev]

R- Allora Armin, come stai in questo periodo?
A- Bah, bene dai.
R- Tutto nella routine?
A- Si, pressoché...
R- Laovo, casa, disegni, mail?
A- Si, si...
R- E la sera?
A- Il solito.
R- Guardi sempre le serie tv?
A- Ehm...
R- Cosa avevamo detto?
A- Di uscire, di fare vita sociale.
R- E tu che fai?
A- Guardo le serie...
R- Lo sai che cosí non va bene?
A- Lo so, ma...
R- Ma cosa?
A- Mi servono.
R- Ti servono per cosa?
A- Per lavoro.
R- É una scusa.
A- No davvero, é il mio lavoro.
R- Non lo é e tu lo sai.
A- No, mi servono tantissimo per assimilare i dialoghi.
R- Anche quelle brutte?
A- Tutte mi servono!
R- Ma che senso ha guardare 3 stagioni di Grace Anatomy di fila?
A- ...
R- Dimmi, Armin, che senso ha?
A- ...nessuno...
R- Appunto.
A- ...
R- Armin, devi cercare di non guardare tutte le serie tv.
A- Dottore! Mi serve aiuto! Sono malato!
R-Tranquillo, tranquillo, calmo... Devi solo riinizare a guadare i Reality Show e tutto si aggiusterà da solo.
A- Grazie dottore, grazie!
R- Di nulla Armin, di nulla.

[Lascio lo studio del Dottor Leitmotiev con una grande speranza nel cuore, con un peso in meno, con la mente libera dai dialoghi e con la voglia di votare Berlusconi alle prossime elezioni]



martedì 10 luglio 2012

Summer of Armin #002 [un altra storia vera]



Io amo scrivere dialoghi. Li amo in maniera profonda e così vorrei iniziare i Summer of Armin con una storiella vera appena successa, anche se essa mi ha lasciato decisamente poco spazio alla fantasia.
Ripeto, appena successa.

DRIN DRIN (telefono di casa)
-clic-

A- Pronto?
W- Buonasera sono XXXX di XXXX (il mio operatore telefonico) e dato che lei è nostro cliente noi abbiamo visto che lei ha acquistato un prodotto XXXXXXX (nota marca di cellulari) e...
A- impossibile, io non ho mai acquistato un prodotto XXXXXXX.
W- No, lei ha acquistato un XXXXXXXX.
A- No e poi, anche se lo avessi acquistato, mi sembra alquanto strano che voi sappiate di un mio acquisto.
W- la ditta lo sa...
A- io trovo questa cosa decisamente agghiacciante.
W- ma quale cosa?!
A- voi non potete sapere una cosa del genere.
W- ma...
A- sono molto triste e deluso...

-clic-

[mi allontano e torno al lavoro, ma 20 secondi dopo...]

DRIN DRIN! (telefono di casa)

-clic-

A- Pronto?
W- lei è molto maleducato Signor Barducci a sbattere in faccia il telefono
A- io sono cosa?
W- molto maleducato, è una cosa che non si fa
A- io? Io che NON ho informazioni personali acquisite senza il mio permesso? Errate per giunta?
W- molto maleducato
A- ...
W-...
A-..hehehehe... hehe (risata incredula).
W- non c'è niente da ridere!
A- appunto.

-clic-

[per la prima volta nella mia vita mi viene messo in faccia un telefono da un operatrice di call center]

lunedì 9 luglio 2012

Summer of Armin #001



Dopo la letargia del mese scorso il blog tornerà alla sua quotidiana programmazione. Nella mia testa c'è voglia di cambiare, di rifare l'estetica, ma mi sa che sto giro glisso e mi concentro bene sui progetti estivi.

Uno di questi progetti è "Summer of Armin", una regolare raccolta di disegni, disegnini, sketches fatti in questo ultimo anno e mezzo dove nel quale mi ero concentrato nel raccogliere del materiale dai miei corsi e workshop NON disegnato da me, ma dai miei piccoli alunni.
Ora tocca nuovamente a me e questo mi farà soltanto bene.

Anche se poi i disegni non sono il massimo della vita, ma non è questo il punto. Il punto è risanare corpo ed anima.

domenica 8 luglio 2012

Es Schloss (una storia vera)

Durante il workshop di fumetto a Schloss Goldrain abbiamo fatto tutti assieme, insegnante ed alunni, una storia creata vignetta per vignetta.
Bene, eccolo qui, con traduzione annessa.

Pagina 1
1-  "Il castello" - Armin, mi fai un disegno?
2- Samuel aiuta Armin - Armin, io voglio un disegno!
3- No, stai zitto.
4- Prego prego, esigo un disegno!
5- No! Il disegno te lo fa Serafin!
6- Non ci penso nemmeno!


Pagina 2
1- Prego! - No! - Si dai! - Cosa ricevo in cambio? - Niente. - Ma dai! - Prego! - Okei (Pho!) - Grazie ti voglio bene! - Valà!
2- Jey! - Thò, tieni.
3- Il disegno ha un buco!
4- Il nastro adesivo umano!
5- (riparazione)
6- Si vede attraverso... - Voglio un altro disegno!


Pagina 3
1- Serafin dice - Disegnaci sopra, no?
2- No.
3- Perchè io?
4- Zitti!
5- Questo non lo devi dire tu!
6- Oh bene, qui c'è il mio disegno dei "Tre Eroi"



Pagina 4
1- Pho!
2- Dammelo! - No!
3- Armin è disperato. - Fate finalmente silenzio!
4- Silenzio...
5- Armin trovò la pace. Amen...
6- ...o forse no?



Fumetto bonus fato da Alessia e Hannah:
Pagina bonus1
Titolo: "Malinteso tra pecore"


Pagina bonus 2
- Mäh. (verso della pecora in tedesco che significa anche "pota" di potare) 
- (Mäh) Pota da sola.
- Niente male come idea (la pecora pota il prato)

sabato 7 luglio 2012

Disegni dal castello

 Non ricordo bene, ma credo che siano già 6 anni che annualmente ad inizio Luglio tengo un workshop  di una settimana presso Schloss Goldrain (Castello di Goldrain). Anche quest'anno sono stato li ed anche questo giro mi sono divertito molto nel tenerlo.
Ammetto di essere una persona che ha qualche difficoltà nell'esprimere entusiasmo per le cose, ma sono anche una di quelle (persone) che si meraviglia dinanzi all'apparentemente "poco".

 Che poi "poco" non è. 
Il divario (o differenza) tra i ragazzini delle valli atesine e quelli di città, si fa di anno in anno sempre più evidente. Dipenderà forse dalla vita in paese, dalle scuole tedesche, che notoriamente sono un po più rigide di quelle italiane (ne so qualcosa, avendole frequentate entrambi). Nelle valli i ragazzini sono un po più rispettosi nei confronti della figura dell'insegnante, ma più propensi a fare delle cose di nascosto, insomma... le solite cose che non dovrebbero fare. In città, magari sono più diretti, più sfacciati, ma ti sono più amici.

 Nelle valli i ragazzini sognano di scendere in città per vivere in un posto con più possibilità, più scelta, più divertimento. Desiderano uscire dalla logica del paese. In città i ragazzini hanno una tendenza inversa, dove non vanno a cercare la dispersione dell'offerta, ma tendono ad isolarsi nei quartieri cittadini, quasi stessero cercando di creare un piccolo paese all'interno dell'agglomerato cittadino.
O magari sono io che mi faccio un sacco di giri mentali e i ragazzini sono solo ragazzini ovunque loro vivano e/o stiano.

 Suvvia Armin, parliamo un po del corso (o del workshop, è indifferente). Quest'anno gli elementi presenti erano particolarmente efficaci. Almeno la metà li conoscevo già e ho potuto verificare che durante l'anno hanno continuato ad allenarsi con discreti risultati, altri invece erano nuovi e mi hanno stupito per le loro già innate qualità creative e/o disegnatorie.

 Come sempre il Manga è tra le letture preferite, seguite subito da Asterix, Micky Maus, Donald Duck e Clever & Smart. Internet non è un demone, ma una valida fonte di ricerca per scovare dei riferimenti visivi e le informazioni che necessitavano alle loro storie. Sono stati bravi e hanno lavorato molto in autonomia cercando di farmi correggere il meno possibile le loro storie (a livello di narrazione).

 Ok, magari hanno giocato un po troppo con le loro creazioni facendole quasi sempre perire alla fine delle storie, ma questo fa parte dell'immaginario dei ragazzini. Sdrammatizzi una cosa tragica che ancora (forse) non hanno mai dovuto affrontare. Puro istinto. Lo fanno sempre, ovunque io vada, l'ho fatto pure io alla loro età.

 L'età tra di loro era ben un po troppo diversa (dai 9 ai 14), ma alla fine il gruppo era molto coeso. Anzi... quando il casinista (c'è sempre un casinista, è matematico) cercava di creare scompiglio cercando di attirare l'attenzione e il coinvolgimento dei compagni, essi facevano muro isolandolo dato che erano venuto a disegnare con il riferente (io) che proviene dalla città.
Per un momento m'ero sentito quasi troppo importante. Poi il casinista è diventato il mio braccio destro ed il mio fidato assistente alle lezioni.

 In quasi ogni corso, non solo quello qui al Castello, c'è sempre un alunno che è anomalo, che legge cose strambe, che s'interessa di cose al di fuori dal coro. C'è sempre un piccolo potenziale nerd. Questa volta mi si presenta uno va matto per la mitologia greca e che si porta appresso un sacco di fumetti e libri sul tema. Infatti disegnerà soltanto interazioni fantasiose tra i Dei ed una divinità coniata da lui.

 Quando poi gli dico che nelle pubblicazioni Mythos conoscevo due degli autori (Stefano e Andrea), non me lo scollo più e diventa la mia ombra. Ah... avrete notato che i fumetti sono quasi tutti in tedesco, dato che la lingua corrente nelle valli atesine è proprio il tedesco. Quindi, se non capite quello che c'è scritto, fa lo stesso, è roba bella e divertente. Fidatevi.

Gli alunni mi chiedono sempre un disegno per loro ed io glielo faccio. Uno. Due. Al massimo tre. Quelli con più iniziativa cercano poi di riprodurlo e/o di migliorarlo. Come qui sopra.

 Una cosa che capita sempre, e non ho scoperto ancora il perchè, la mia persona viene sempre coinvolta nelle storie dei ragazzi. In una maniera o l'altra vengo disegnato a morte. Questo giro ero un fantasma che aspetta uno zombie femmina, un capitano di una barca a forma di fetta di torta ed un insegnante di fumetto che si dispera perchè gli alunni gli chiedono sempre dei disegni da fare.

 Ecco la fetta di torta che dicevo. Con i ragazzi abbiamo fatto anche un simpatico Cadavere Squisito a fumetti che nei prossimi giorni posterò sul blog. 

 A fine corso, di sabato, assieme ai ragazzi si organizza una piccola esposizione dei fumetti e disegni fatti. Vengono invitati i genitori e fatto un rinfresco (con degli ottimi panini). E' un momento meraviglioso, tutti si confrontano, tutti leggono tutto di tutti. Tutti pensano che il proprio figlio sia bravo ed il più normale di tutti.

Infine... che dire. Questo corso è stato e sarà sempre bello. Sia per il luogo, sia per i ragazzi.
Forse quest'anno un po più faticoso, ma non a causa degli alunni, che sono stati davvero bravi, ma per il fatto che subito dopo l'esposizione ho preso la macchina, sono volato a Bolzano, ho incontrato Chiara e siamo partiti per Roma dato che il giorno seguente si volava per il Galles.